Davvero su LinkedIn si vince spogliandosi? Cosa insegna veramente la storia di Candice Galek?

By Davide Cardile

Dic 25

Era un po’ di tempo che pensavo di parlarne. Adesso che linkedin is not facebook inizia a vedersi un po’ meno credo sia arrivato il momento. Che in fondo è proprio questo ciò del quale voglio parlare, riflettere e chiedere a te che stai leggendo.

n.b. in realtà la colpa e l’assist me l’ha dato Giorgio Minguzzi 

linkedin-e-bikini

Andiamo ai fatti

Una tizia bellissima, un’imprenditrice ostinata è diventata una star della comunicazione. Ha messo in ginocchio i puritani di Linkedin, sedotto e piegato i dirigenti che le avevano bloccato l’account.

Adesso scrive addirittura su inc.com accanto a gente come Neil Patel e Tony Robbyns, solo per farti due nomi.

In pochi mesi ha fatto un mucchio di soldi. C’è riuscita sfondando proprio qui su Linkedin, dove molti non riescono a trovare uno straccio di lavoro, figurarsi a raggiungere il successo.

Ma torniamo indietro. Come ha fatto Candice a fare così tanto in così poco?

Risposta di pancia: Ha uscito le tette o quasi.

Risposta dopo averci ragionato: Era giusto usare le tette o quasi.

Pensiamoci meglio

In realtà il successo di Candice ha motivi semplici ed abbastanza prevedibili. Così intuitivamente è facile pensare che il sesso continua a tirare e questo è il risultato.

Ma ci sono invece almeno 3 chiare dinamiche che lo hanno permesso.

1) Lo ha fatto su Linkedin, sul social dei professionisti non su facebook. Viceversa sarebbe stato non solo una tra le tante ma anche una delle più vestite (ed ignorate).

*come evidenziato da JD Gershbein su huffinfgtonpost.com

2) Proprio farlo su Linkedin ha giocato un ruolo cruciale. I tanti commenti negativi non hanno fatto altro che aumentare la visibilità dei suoi post e (prima o poi doveva capitare) andare a trovare i fan delle forme che senz’altro esistono anche qui.

* e qui c’è tutta la filosofia di Luca Bozzato quando dice non diffondete lo schifo su Linkedin o siete responsabili…

3) Ho barato. Come la giriamo, giriamo, le forme femminili (colpa di noi maschietti) hanno poteri che la seo, la persuasione e la Pnl insieme se li sognano…

Proprio ieri tra l’altro, una ricerca scientifica aveva decretato che la scollatura aumenta la probabilità di colloquio in maniera esponenziale. Anche in ambito professionale dunque c’è davvero poco da dire. Magari questa cosa ce la spiegherà il buon (anzi cattivo) Massimo Rosa, che di recente aveva già sollevato per alcuni versi questi pericoli, nel post Colloqui indecenti

Adesso dobbiamo scagliare una pietra? Chi è il primo?

Forse lo dovevo dire prima ma se proprio non ne sapevi nulla, sappi che Candice aveva i suoi buoni motivi per farlo. E’ un’imprenditrice che produce bikini.

La prima domanda, come lei stessa ha subito suggerito, è:

“ se uno vende bikini e posta foto di donne in bikini, perché dovrebbe essere poco professionale?”

Io effettivamente non ci vedo nulla di strano. Di strano e poco professionale ci sono invece le “sgallettate”  che postano foto pseudoseducenti ed altre baggianate. O quelli che alle 7 del mattino ti accolgono con caffè e giochi per veri geni.

Ed ora come la mettiamo?

Secondo me Candice è stata davvero brava – che non è dire che è esperta di comunicazione. Proprio ieri nel mio blog avevo lanciato un consiglio che in fondo è lo stesso che l’ha portata così lontano.

“Fai ciò che nessuno sta facendo, non è disposto a fare o non ne ha il coraggio”

“Spesso il modo più semplice per essere diversi è fare le cose che gli altri non (fanno o) sono disposti a fare. Non importa se si tratta di una cosa semplice, ciò che conta è la capacità di differenziarti dal branco. Continua su questa strada. Dopo una settimana sarai raro. Dopo un mese sarai speciale. Dopo un anno sarai incredibile, e sicuramente non sarai come chiunque altro.”

Adesso però non facciamo che “scopritevi e partite”.

O forse si? Tu che dici?

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