3 parole per il 2018 (nel 2017 ha funzionato!)

By Davide Cardile / dicembre 21, 2017

Vorrei dire che ho sempre fatto così ma non sarebbe vero. Per venti anni buoni, anche da adolescente, sono stato uno di quelli che scrivono liste infinite.

Per una ventina di anni sono stato estremamente frustrato in questo preciso periodo dell’anno, in quei giorni che vanno dal vecchio al nuovo. Non sono il solo:
• Delle persone che fanno una lista di buoni propositi (di cambiamenti) solo il 10% li mettono in pratica
• Più del 50% delle persone, dopo pochi mesi, non ricordano nemmeno cosa si erano ripromessi di fare e cambiare.
• Già il fatto di pensare a cosa ha fatto schifo…ti fa sentire uno schifo
• L’anno dopo guardi gli obiettivi prefissati, li trovi lontani, lontanissimi e ti senti ancora più uno schifo
• Insomma fare le liste fa schifo (o serve a poco e troppo poco spesso)

Tutto è niente

L’ho capito tardi, a volte me lo dimentico ancora, ma Tutto è niente. Per lungo tempo, non solo a fine anno, sono stato uno di quelli che vuole “il mondo”.

Una sorta di Signora vestita di giallo che vuole qualcosa di buono ma non sa cosa…solo senza limousine, senza Ambrogio e che non si lascia soddisfare da un Ferrero Rocher!

La verità – non dico sia una rivelazione – è che Tutto e Niente sono parole che spesso si somigliano da paura.

  • Come fai tutto è come fai niente
  • Voler cambiare tutto è cambiare niente
  • Progettare tutto è non progettare (davvero) niente
  • Una lista di obiettivi (con tutto dentro) è niente, nel senso che quasi sempre è quello, il niente, che raggiungerai

Guardare lontano, prendere fiato, incamminarsi

Un’altra cosa molto semplice che ho capito (si, sono un pensatore rivoluzionario!) è che in questo viaggio, chiamato Vita, bisogna guardare lontano ma soprattutto iniziare a mettersi in cammino – non dico dunque di correre o partire a razzo. Prendi fiato, guarda un posto bellissimo, mettiti in cammino. Quando arrivi, arrivi. Se non arrivi o cambi idea fa niente – conta il viaggio!

Il punto che scegli, la meta, la destinazione, l’obiettivo, chiamalo come ti pare, dev’essere Grande ma concreto. Non tutto per non essere niente. Non troppo piccolo perché non ne vale la pena.

In altre parole sto dicendo di semplificare perché tanto imprevisti e probabilità ci sono più che nel gioco del Monopoli!

Tre parole per il 2018

Ho iniziato l’anno scorso su suggerimento di Chris Brogan. Le parole scelte (possono essere anche frasi o concetti o valori) erano: lavarsi i denti, non pensarci troppo e divertirsi il più possibile. (Non so se è contro le regole ma le confermo di nuovo…)


Ecco cosa scelgo invece per l’anno nuovo:

1) Aspirazionale
Ho incontrato il termine – in inglese, a dire la verità – sul finire di quest’anno. Si parlava di organizzazioni esponenziali e della caratteristica intrinseca ed inevitabile di avere una vision, uno scopo, qualcosa di più importante di una mission commerciale. Aspirational band, dotati cioè di un MTP (Massive Transformative Purpose) che guidi ogni azione e capace di creare affinità ed interesse all’interno quanto all’esterno.

Si parla in fondo dello start with why di Simon Sinek o se vogliamo di quanto diceva Nietzsche

Chi ha un perché abbastanza forte, può superare qualsiasi come.

Cosa voglio dire?
Siamo troppo grandi per fare un lavoro, per fare una vita, basata su cose che non sono significative. Per fare un lavoro, una vita, fare cose che non ci danno altro che un pezzo di pane, spesso dure ed insapore.

Come ha scritto Stefania Zolotti : se un lavoro ti dà solo soldi, ti sta rubando qualcosa.

Aspirational, lasciatemelo tradurre così, è l’atteggiamento di chi non vuole farsi rubare nulla, di sicuro non la propria vita (e la propria integrità – punto successivo).
Sta a significare anche chi si lascia guidare dal perché più che dal come. Chi non accetta il compromesso. Chi è disposto a sacrificarsi ed è felice di farlo in vista di qualcosa di grande – che ci spetta!

Ci credo così tanto che a Gennaio nasce, insieme a Persone Significative, aspirationalpeople.com, community e supporto per chi vuole trovare, raccontare, e vivere il proprio Scopo.
#staytuned

2) Integrità

“Difendi la tua integrità come una cosa sacra. Niente è più sacro dell’integrità della tua stessa mente.” Ralph Waldo Emerson

Credere in qualcosa o dire di credere in qualcosa, il perché, non è che un inizio. Ma di strada ce ne è moltissima davanti.
La sfida, la differenza, è rendere palese, tangibile, visibile, il tuo perché.
E non si tratta più di parole ma di parole non dette, di pensieri tra le righe. E soprattutto di azioni.

L’integrità è dunque allineare valori ed obiettivi, come ha giustamente scritto Silvio Gulizia in un articolo proprio a proposito dell’integrità.
“I valori non sono buone intenzioni. Sono cose concrete, che definiscono operativamente la tua vita. E che, alle volte, possono anche cambiare e cambiarla. I valori si riconoscono nelle azioni, che a loro volta devono discendere dai valori e incarnarli.” 

Cosa voglio dire? Voglio essere fedele a me stesso. Come la notte con il giorno. Voglio dire un sacco di No.

3) Libertà
La libertà è ciò che spero di ricavarne – non che mi senta schiavo o lo sia stato nel 2017. Ma voglio di più.
Voglio “sbattermene” della coerenza quando è in contrasto con la mia integrità e con il mio scopo.
Voglio essere libero di dire e fare ciò che reputo importante, appagante, stimolante, non giusto – di sicuro non giusto agli occhi degli altri.


Cos’altro voglio? Vorrei vendere 100 copie del mio libro (in uscita il 12 Gennaio) prima che finisca l’anno – mentre scrivo sono a quota 64!
Ma questo riguarda il 2017…e riguarda più Te che Me 🙂

Lo acquisti da qui (a prezzo di lancio sino al 25 Dicembre) Dicono porti bene…

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