5 cose alle quali pensare per valorizzare il tuo lavoro (e venderlo bene)

By Davide Cardile

Nov 26

Domenica mattina, sveglia presto, colazione, giro on line in cerca di news, idee ed altre cose interessanti. Il pomeriggio è dedicato alla famiglia ma le prime ore sono dedicate ancora al lavoro. Un “lavoro” diverso da quanto avviene durante la settimana ma pur sempre “lavoro”.

Mi arriva una mail da un cliente. Si scusa. È domenica, lo sa anche lui. Ha un problema.
Deve presentare un prodotto ed il suo discorso pare tutto sbagliato.
“Puoi aiutarmi?”
È un testo breve, non è complicato.

Apro la mail, leggo, riscrivo.
Suona bene (non “Intelligente” dunque bene), invio al cliente.
“Fantastico…sei grande!”

Ok ho fatto una buona azione, mi sono beccato un complimento sincero, ho rafforzato il legame con un buon cliente (persona per bene che paga per bene). Ma non è questo il punto.
Il punto è che anche se ci metti una vita, anche se pare non esista, il lavoro giusto per te esiste.
Si tratta solo di trovarlo. E più spesso si tratta solo di ammetterlo.

Il punto è questo: siamo continuamente alla ricerca di “magia” ma la magia è semplicemente riuscire in ciò che sai fare.
Non c’è quasi mai da cercare il settore più redditizio o la “Mucca viola” a tutti i costi.
Quasi sempre sei già una mucca viola se solo la smettessi di sottovalutarti.

Se solo la smettessi di pensare che:

  • Gli altri sono più bravi
  • Lo fanno tutti
  • Ci vuole un attimo
  • Non è niente di grandioso
  • Non ci sarà nessuno disposto a pagarti

La realtà, se si guarda bene a come funziona il mondo, è ben diversa.

Qui ci sono 5 considerazioni che mi hanno permesso di dare una svolta e sottopongo quando qualcuno che inizia ( e si vuole presentare/raccontare) si rivolge a me.

1) Gli altri non lo sanno fare
Per lungo tempo ho pensato di non avere nulla di speciale ma poi ho capito che qualcosa avevo: non ho paura del foglio bianco e semmai è lui a temere me!
Ho scritto più di 300 articoli (più di 100 sono questo blog), altrettanti per i miei clienti, migliaia di post brevi sparsi sui social. Per un cliente ho scritto un libro di 30000 parole (insomma un libro) in un week end.
Non sempre scrivo cose memorabili, non sempre sono “ortodosso” con forma e punteggiatura (ma esistono gli editor!) ma scrivo.
Gli altri? Non tutti ci riescono.

2) Gli altri non lo fanno
Oppure lo sanno fare. Un mio cliente mi manda una sintesi di ciò che vorrebbe raccontare ogni settimana. Mi fa incazzare da morire!
Ho quasi sempre l’impressione che scriverò qualcosa di peggio di ciò che ha pensato. Scrive maledettamente bene.
Però: fa più soldi a fare il suo lavoro.
Ben per me.

3) Gli altri non lo raccontano (promuovono)
Piaccia o no, il talento è solo parte della storia. Molto è dato dal promuoversi (non intendo rompere le palle a tutti), dall’essere visibili, conosciuti e riconosciuti.
Ci sono migliaia di persone più brave, attente, precise di me.
Io però sono più visibile di molti.
Bene per me.

4) Gli altri non sono disposti a rischiare
Collegato al punto precedente: gli altri non rischiano.
Ecco un altro punto magico: chi ha paura di esporsi vive sempre a metà, non solo lavorativamente parlando.
Mai come oggi bisogna avere quel pizzico di incoscienza nell’esporsi, nel raccontarsi, nel fare cose nuove, nel fare cose che ci mettono a disagio.
Chaplin parlava di noi ed ora:

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi.

5) Gli altri non sono TE
Ed infine c’è un particolare, una minuzia, un dettaglio sottovalutato: gli altri non sono te.
Tu sei più del tuo lavoro, della tua bravura, della tua visibilità.

Sei il modo di fare, le tue idee, il tuo viso, il tuo cuore, le tue emozioni, la tua voce, il tuo chiudere il telefono, il tuo gruppo di amici, il tuo gruppo di nemici…un sacco di cose.

E gli altri? Beh gli altri sono proprio come te.
Non si sceglie sempre il migliore, il più vicino, il più economico.

La maggior parte delle scelte sono irrazionali ed umane: si sceglie chi ci somiglia, chi ci entusiasma, chi ci dà attenzione, chi ci vuole bene e fare stare bene.
Nella vita ma anche nel lavoro.

Ci sono un sacco di persone che possono batterti per talento, per prezzi, per visibilità…
Ma gli altri…beh gli altri non sono te.

Ricordati cosa sai fare. Ricordati chi sei.

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