6 mesi di LinkedIn, di web, di vita, in una lista

Ho sempre pensato che Luglio sia un mese ambiguo. Per alcuni è Estate inoltrata, per altri sta quasi iniziando, per altri ancora ormai sta finendo. 

Ma soprattutto c’è un aspetto che lo rende eccezionale e complicato, è il mese forse più combattuto tra il riposo ed il lavoro. Tra il volere, dovere, staccare la spina e la programmazione. O a volte una silenziosa pianificazione della rivincita.

In fondo, pensandoci, ci troviamo esattamente in mezzo: Luglio è il settimo mese dell’anno e ciò vuol dire che sono passati 6 mesi buoni dall’inizio dell’anno e ce ne restano altri 6 alla fine.

Insomma è in questo periodo che ci troviamo al giro di boa ed è qui che dovremmo pensare quanto dista ciò che ci siamo prefissati.

Come in una maratona, siamo in quella fase nella quale non possiamo ancora sprintare ma dobbiamo contare bene i metri prima di iniziare a farlo, e poi dobbiamo chiaramente scappare veloci verso il traguardo.

La cosa fantastica di questa storia? Siamo noi i giudici e gli unici arbitri.

Come ci sentiamo dipende più da quanto promesso, a noi stessi, che da quanto fatto. Ed è giusto dunque promettere bene, evitare di sognare cose che se accadono ci fanno stare male, impegnarsi.

Esattamente 6 mesi fa, forse per la prima volta, ero stato lungimirante, non avevo promesso grandi cose, anzi non avevo promesso nulla in particolare.

Per alcuni posso apparire pigro o eccessivamente modesto, ma forse questa volta ho avuto ragione. Quest’anno nella lista non ho messo niente che poteva essere quantificato, niente che avesse a che fare con “Il quanto” ma solo con il “come”.

Oggi rispondo alla domanda “come mi sento?” e non a “quante cose ho fatto?”

Ed è una domanda meno banale e molto più pratica di quanto possa sembrare. I risultati sono sempre inficiati, causati, da come ti senti, dallo spirito con il quale ti impegni nel tuo lavoro, da come sei ben disposto o mal disposto nelle relazioni con gli altri, persino da come ti svegli ogni mattina, da come parli o non parli con i tuoi figli prima che vadano a scuola.

Per il 2017 avevo scelto solo “3 parole”: lavarsi i denti, non pensarci troppo, divertirsi. Il risultato? Caspita, direi che ce l’ho fatta!

1) Lavarsi i denti

Giuro di essermi lavato i denti con regolarità, proprio come suggerisce la scienza, l’ordine dei dentisti italiani, e la mamma.

Ma chiaramente dietro c’era anche qualcos’altro, una parola segreta che è quasi il segreto di ogni lavoro: costanza.

  • Ogni santo giorno ho scritto qualcosa nel web, sui social, qui su LinkedIn. E non l’ho fatto guardando continuamente cosa mi portasse, quanto traffico, quante visualizzazioni, quante richieste dei clienti.

L’ho fatto e basta perché bisogna farlo e fa bene. Ogni tanto è giusto essere un pizzico meno logico, meno “materiale”, credere e confidare talmente in qualcosa da non fermarsi continuamente a chiedersi se sia giusto farlo.

2) Non pensarci troppo

E’ una frase fatta ma vera: ci si pente più spesso di ciò che non si è fatto che di ciò che si è fatto male. Nei miei rimpianti del 2016 ed anche in quelli degli anni precedenti ci sono un mucchio di cose di questo tipo.

Per il 2017 avevo dunque deciso di pensarci di meno, preoccuparmi di meno e rischiare di più. Fatto!

  • Ho chiuso il sito con il quale tutto era cominciato, webecontenti, perché non mi sentivo più a mio agio. Ne ho creato uno nuovo e dopo appena due mesi ho chiuso anche quello. Neanche questo mi convinceva.
  • Ho scritto oltre 30 articoli su roba digitale e li ho cancellati con un solo clic.
  • Ho cambiato il mio profilo LinkedIn ed ho tolto definitivamente la parola content marketing che mi sembra ogni giorno che passa più inflazionata ed usata ad minchiam.
  • Ho fatto tutto senza perdermi in viaggi mentali del terzo tipo, l’ho fatto perché mi sembrava giusto farlo. Con un pizzico di sana incoscienza e con la convinzione che sarebbe stato meglio pentirmene che rimpiangerlo.
  • Ho lanciato un corso dedicato a LinkedIn anche se non sono un LinkedIn trainer e non voglio esserlo. E l’ho venduto in prenotazione: cioè ho venduto, incassato e mi sono messo a crearlo, ci sono stato più di un mese. Oggi è attualmente disponibile una versione gratuita.

3) Divertirsi

Soprattutto avevo deciso di non perdere più un solo minuto in qualcosa che non mi facesse stare bene. Fatto anche questo, con fatica bisogna dirlo ma fatto.

  • Ho chiuso diversi rapporti che mi ossessionavano, che mi hanno fatto odiare il rumore dei tasti ed il foglio bianco di word. Ho rifiutato lavori che mi avrebbero fatto sentire un coglione, lavori che per prenderli avrei dovuto fare giri enormi e non ritornano.
  • Ho smesso di leggere ogni mattina tutte le novità sul marketing digitale e li ho sostituiti solo con chi mi parla di cose vere, concrete e che sanno di vita.
  • Ho smesso di parlare di “marketing” ed ho iniziato a parlare di vita.
  • Ho smesso di mettere like su LinkedIn per farmi vedere, per ingraziarmi qualcuno, e mi glorifico oggi nel guardare certi post e dire silenziosamente “che porcata”.
  • Ho smesso di chiedermi se piaccia davvero ciò che scrivo, di contare le parole di ogni singolo articolo.
  • Ho smesso di odiare il lunedì mattina, di rovinarmi la domenica perché l’indomani è lunedì mattina. Ho proprio smesso di lavorare il lunedì mattina e me ne sto a scrivere e leggere solo ciò che mi diverte.
  • Ed un sacco di altre cose, tipo staccare quasi tutti i giorni alle 17:00 e giocare con i miei figli.

Primi 6 mesi del 2017 – altre cose notevoli che sono successe

  • A Dicembre ho spento il telefono e deciso di non usarlo più. Oggi se lo trovi attivo è perché, avendo una tariffa flat, lo usa mia moglie. Tranne rarissime eccezioni parlo solo su skype, anche con mia mamma!
  • Ad inizio anno “sono stato intervistato” su Vendere Valore del mio amico Paolo Pugni, la prima persona che ha pensato avessi qualcosa di interessante da dire.
  • Il cliente migliore del mondo, una persona speciale, mi ha regalato The big Kahuna e me l’ha spedito a casa con tanto di lettera, come una volta.
  • A Febbraio ho iniziato a scrivere un blog su Linkiesta, #lostinlinkedin, scrivo ancora oggi, ogni venerdì, un nuovo articolo
  • A Marzo ho iniziato a collaborare anche con venderedipiu
  • Trovare lavoro da timidi è stato il primo (e ad oggi unico) libro che mi è stato regalato spontaneamente. Lo dico per ringraziare Nicola ma anche perché se qualcuno mi vuole fare un regalo, beh…accetto volentieri:)
  • Ho acquisito circa 2000 followers su LinkedIn inviando solo 25 richieste di collegamento; il resto sono richieste ricevute o “followers puri”
  • A Maggio sono stato intervistato da MIlionaire ed ho raccontato il mio approccio su LinkedIn per ottenere attenzione e fiducia

  • Attenzione e fiducia sono le parole che ho usato di più in questi 6 mesi e conto di continuare a farlo
  • Ho smesso di fumare Marlboro ed ho iniziato a fumare tabacco “senza nome”. Mi piace perché è più leggero ed è per coloro che non hanno bisogno di un marchio per dire cosa sono…
  • Ho avviato un podcast “fuori dal feed” ma ho mollato. Forse ci riproverò.
  • Oltre 7 articoli scritti su LinkedIn Publishing sono nei primi 100 articoli con più coinvolgimento in Italia negli ultimi 6 mesi; “La disperazione non fa curriculum” è all’undicesimo posto (dati buzzsumo) ed in effetti quando l’ho scritto è venuto il putiferio 🙂
  • A proposito, grazie ad Osvaldo Danzi che è stato l’unica persona di un certo peso che come sempre non ha avuto paura di dire la sua ed ammettere che in fondo avevo ragione. Grazie anche per altri utili consigli, per l’affetto e le critiche costruttive (in un commento sul blog ha scritto “uno stile da bimbominkia ma orginale”, e per l’occasione della quale ti parlo alla fine di questa lista.
  • Sono diventato zio per la prima volta
  • Da 6 mesi non ho macchina e vivo benissimo
  • Ho mandato in tilt oltre 100000 persone overanta con l’articolo “LinkedIn non è un posto per vecchi, fattene una ragione”. Mi hanno mandato al diavolo ma la maggior parte ha letto l’intero articolo e mi ha voluto bene.
  • Ho preso due volte l’aereo senza essere accusato di procurato allarme (non è che ho paura, di più…)
  • Ho “scroccato” una consulenza ad un professionista qui su LinkedIn, a proposito di immagini, foto e della mia immagine e mi ha aiutato molto. Grazie Danilo! Colpa sua se vedete foto come questa su Linkedin ed in giro per il web

  • Ho fatto pace con Luca Bozzato che consideravo il diavolo (anche lui di me) ed adesso mi da una mano a capire certe cose di LinkedIn o cazzeggiamo allegramente tramite chat
  • Ho parlato su skype con più di 300 persone con le quali sono in collegamento su LinkedIn.
  • Molte di queste sono diventati amici e mi sento quasi ogni giorno.
  • A furia di parlare con le persone, ho scoperto di essere in collegamento con Maurizio Piacenza. Lui oltre ad essere un professionista ha una grande storia e mi spiace se a qualcuno sia sfuggita.

  • A proposito di amici, oscar “amico Linkedin dell’anno” a Rocco Ieraci. Una persona normale con un casino di problemi (come tutti) ma che quando lo senti ti chiede come stai e si preoccupa di te.
  • Ho “conosciuto” Sebastiano Zanolli. Mi ha chiamato alle 6 di mattina…è più folle di me ma è GRANDE!
  • Menzione d’onore a Riccardo Scandellari Rudy Bandiera per avermi fatto forza in un momento difficile. Ne parlavo qui.
  • Da poco tempo ho acquisito il mio quarto cliente in Svizzera…ed un cliente in Svizzera è una cosa fantastica #chetelodicoafare
  • Ho assistito al primo saggio di danza di mia figlia, sono quasi riuscito a battere mio figlio alla play
  • Ho iniziato a svegliarmi ogni mattina alle 6:00 e non perché fa figo ma perché la compagnia degli uccellini (e l’assenza di rompicoglioni) è una cosa fantastica
  • Ho conosciuto Mirco di Porzio, lui è l’ideatore di “Piccoli imprenditori Milano”. Sembra non ci azzecchi niente (io vivo a Messina) ed invece prima di conoscermi mi ha passato un gran bel cliente. Alla faccia di chi non ci crede!!!
  • #linknelprimocommento è un’idea mia…o meglio è una “zingarata” fatta da Guy Kawasaky ed analizzata da me in un lunghissimo articolo che spiega come portare traffico da LinkedIn. Sto ancora decidendo se è una cosa della quale vantarsi o vergognarsi.

  • Sono stato invitato alla festa di FDR e parlerò addirittura per una quindicina di minuti…davanti a Persone Maiuscole, ed addirittura (prima o dopo) di Paolo Iabichino
  • A proposito ho letto il suo ultimo libro Scripta Volant ed ho fatto la mia prima recensione su amazon
  • Ho smesso di usare le liste puntate ma anche di credere a quelli che dicono siano il male assoluto 🙂

Forse mi è sfuggito qualcosa ma come sempre quando scrivo lo faccio a ruota libera. Errori ed orrori grammaticali dati dalla fretta o da altro fanno parte di me ed ho deciso di non starci a pensare più di tanto. Grazie a chi ha fatto parte di questo splendido inizio 2017 ed a chi si è voluto finalmente togliere di torno.

A presto, Davide

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