Figli che non ascoltano i Padri (senzafiltro)

By Davide Cardile

Ott 04

Nell’era della caccia ai clic, manca l’engagement vero tra padri e figli. Ed è diverso dal contrasto generazionale al quale eravamo abituati.

Quando penso ai padri, penso ai figli.

Figli che non ascoltano i padri. Che li mettono via alla voce “passato” o “noioso”. O non “abbastanza veloce”.

Figli che hanno ben presente quanto sia pesante una paternale. Ma che non sanno, o dimenticano, che ha valenza di richiamo più che rimprovero. Per costruire, più che distruggere.

E così, ci ritroviamo qui. Padri e figli, nel momento più veloce della storia, come fossimo gli uni contro gli altri. Sempre troppo distanti per sentirci. O troppo diversi per capirci.

É paradossale, ma nell’era in cui si litiga o si esulta per un clic, ciò che manca è l’engagement, quello puro. Quello familiare. Tra padre e figlio.

Manca insomma tutto ciò che la natura aveva progettato.

I figli che ascoltano I padri.

I figli che chiedono ai padri.

I padri che insegnano ai figli.

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