I soldi non comprano tutto. Le idee (forse) possono farlo.

By Davide Cardile

Ott 01

Oggi è Domenica. Mi sono svegliato molto più tardi del solito, davvero in un orario indecente. Mi sento scombussolato. Mi mancano I riferimenti ai quali ero abituato.

Eppure la prima cosa che ho fatto è mettermi qui al pc. Ci sono io, c’è il foglio bianco, ci sono idee che fanno I capricci, tanto sono veloci e confuse.

Sono qui già da due ore e per me è una situazione anomala; solitamente in pochi minuti ho già le idee molto chiare. Anzi già la sera prima di addormentarmi inizio a scrivere anzichè contare le pecore.

L’unica cosa che mi viene in mente è una domanda: ma perché sono qui a scrivere e perché devo farlo?

Nel mio caso la risposta sta in questo ed in questo post, ovvero in una sfida che mi sono fatto e riguarda almeno 30 giorni di scrittura quotidiana.

Ma c’è anche una domanda più generale, forse più interessante.

Perché dobbiamo scrivere?

L’altro giorno ho visto un docente (di non ricordo cosa) chiederselo su LinkedIn. Si chiedeva se fosse una moda o se davvero fosse propedeutico a nuove opportunità.

La risposta semplice avrebbe il nome di content marketing, di inbound marketing ma sarebbe una risposta così banale da non essere vera.

Il motivo invece potrebbe essere un altro. E potrebbe essere qualcosa di vecchio anche se ci troviamo nell’era dei social e della velocità comunicativa.

Scrivere un post, un blog. O fare un video, un podcast. Comunicare.

La cosa che penso non sia mai cambiata è che le idee sono potenti. Sono la valuta universale, nel tempo ed in ogni luogo.

I soldi non possono comprare tutto. Le idee, ben formulate e che trovano la persona giusta possono invece farlo.

Quando scriviamo stiamo facendo esattamente questo: mettere in piazza le nostre idee ed aspettare il miglior offerente.

Potrebbe essere un lavoro, un incarico, un mentore, un nuovo amico, persino l’amore.

Scriviamo (o parliamo) per unire NOI e gli ALTRI.

Per farci domande e trovare nuove risposte. Per trovare un senso anche quando non ce l’ha…

Per spiccare in un mondo rumoroso ed uniformato. O per fare chiarezza su ciò che dobbiamo e vogliamo fare.

Scrivi con la porta chiusa, rileggi con la porta aperta

In On Writing di Stephen King. ci sono due passaggi che lo spiegano alla perfezione.

“Scrivi con la porta chiusa, riscrivi con la porta aperta. In altre parole, ciò che scrivi comincia come una cosa tutta tua, ma poi deve uscire. Dopo che hai ben capito che storia è e la scrivi nella maniera giusta, o comunque al meglio di cui sei capace, appartiene a chiunque abbia voglia di leggerla. O criticarla. ” (p. 48)

“Scrivere è un’occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza. (p. 66)” 

Scrivere (o parlare) è potente quando qualcuno ascolta e quando qualcuno inizia a sua volta a parlare.

Perché le idee sono la valuta più potente ma abbiamo bisogno di un mercato.

Il mercato è qui ed ora. I social forse sono solo questo: persone con le quali scambiare idee.

E scriviamo una storia nella speranza che qualcuno la faccia sua.Click To Tweet
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