LinkedIn: non usare quel martello!

Una volta chiesero a Jan Hein Donner, grande maestro di scacchi, quale strategia avrebbe usato contro un computer. La risposta di Jan “mi porterei un martello!”

Da quel momento, con il termine “opzione Donner” si intende il desiderio (o la rassegnazione) di quanti vorrebbero combattere il progresso e la tecnologia con un martello. In un certo senso niente di nuovo, stiamo rivivendo, o alcuni pensano di farlo o che sia l’unica alternativa, un nuovo luddismo.

Tuttavia l’opzione Donner non è esclusiva del rapporto con le “macchine”, ma più in generale con il cambiamento.
Un cambiamento dettato da precise dinamiche, certo anche dalla tecnologia, sicuramente dall’impatto dei social.
E probabilmente LinkedIn è uno di quei fattori dove più è evidente.

Nelle promesse iniziali, per come lo avevamo capito o ce lo avevano raccontato, sarebbe stato il punto d’incontro tra domanda ed offerta, tra chi cerca e chi offre lavoro, che sia tradizionale o nuovo, che siano prodotti o servizi.

In realtà chiunque abbia provato la veridicità della tesi è dovuto giungere a conclusioni profondamente diverse.
È sì l’incontro ma è un incontro complicato da mille particolari, o se vogliamo, dominato da dinamiche che con il lavoro abbiamo sempre creduto non c’entrassero niente. Tre su tutte:

  • > Personal branding: non tanto chi sei o cosa fai ma come vieni percepito
  • > Visibilità: non tanto ciò che dici ma quanto persone raggiungi
  • > Networking (relazioni): in realtà non così nuovo come concetto ma tremendamente determinante

L’opzione Donner su LinkedIn

Probabilmente nei buoni propositi del nuovo anno c’è “trovare lavoro” “Trovare clienti”. E probabilmente c’è anche che questo passaggio passi da LinkedIn.

Se stai leggendo queste righe sappi che c’è un ‘alternativa, che non c’è bisogno di usare un martello né unirsi a coloro che hanno da tempo scelto che sia l’unica alternativa possibile, gli stessi che ogni giorno si ritrovano nei circoli virtuali del “LinkedIn non serve a niente”.
L’alternativa è “entrare nel sistema”. Guardarsi intorno, comprendere che non siamo più nel Kansas e comportarsi di conseguenza.

Se invece sei tra quelli che “non è giusto…”, o “ma io penso invece che dovrebbe essere diverso…” ricorda semplicemente uno dei più grandi insegnamenti della storia.

“D’estate vado a pescare nel Maine. Personalmente vado pazzo per le fragole con la panna; ma non so per quale strana ragione, i pesci preferiscono i vermi. Così quando vado a pescare, non cerco di adattare i loro gusti ai miei, ma mi rassegno ai loro gusti. Quindi non metto sull’amo fragole con panna, ma lombrichi o cavallette, e li butto ai pesci sperando che gradiscano. Perché non usare lo stesso elementare buon senso anche quando trattiamo con la gente? Dale Carnegie, da “Come trattare gli altri e farseli amici”

Perché non usare lo stesso elementare buon senso anche su LinkedIn?

Alternative: 3 semplici cose (ma richiedono tempo e impegno)

Personal branding
Se ne parla da oltre vent’anni. Dovevi farlo ieri ma meglio oggi che mai. LinkedIn è il social più adatto ed efficace per raccontare non solo cosa fai ma soprattutto chi sei. Al netto di tecnicismi e grandi consigli:

  • > Usa una foto attuale (e positiva)
  • > Scrivi una headline che sia in grado di attrarre attenzione ma che le persone possano comprendere
  • > Includi una bio utile a farsi un’idea di cosa credi, cosa fai, cosa puoi fare per loro
  • > Sii coerente: adegua la tua immagine agli altri canali social, al sito web, a tutto ciò che dici, hai detto, dirai…

Contenuti (chiamiamole idee)
È vero ovunque ma su LinkedIn di più. I contenuti (post, articoli, ecc.), chiamiamole idee, non servono ad educare nessuno. Servono solo a metterti in contatto con altre persone ed iniziare una conversazione.
Cos’altro dovresti sperare? Cos’altro può essere più importante di questo?

Relazioni. Tante, tante relazioni

The Godfather

L’amicizia è tutto. L’amicizia è più del talento. È più del governo. È quasi uguale alla famiglia. Non dimenticarlo mai. Se ti fossi costruito una cerchia di amicizie non avresti avuto bisogno di rivolgerti a me per aiuto”

Lo ha detto Mike Corleone, lo ha detto il Padrino. È vero.
Su LinkedIn, come ormai su qualsiasi social, e nella vita, le relazioni sono la cosa più importante.
Non conta il talento, non conta se pensi di meritare attenzione, clienti o un lavoro.
Conta se intorno hai le persone giuste oppure no.
E conta, come disse Don Corleone, di pensarci prima.
Non nel momento del bisogno. Non domani. Oggi.

Pensi di riuscirci?
Risposta positiva: Grande, Buon anno.
Risposta negativa: Buon anno…compra un martello.

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