LinkedIn: l’unica cosa che conta davvero fare (e fare bene)

Per avere successo su LinkedIn basterebbe applicare ciò che diceva Einstein “Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile, ma non più semplicistico.”

La palla sbatteva puntuale sul parquet, i ragazzi si scambiavano la posizione veloce, tanti tiri verso e nel canestro, ed un omone grosso ma davvero grosso, con un fischietto al collo che guardava e manovrava tutto. Lui era uno dei più grandi coach di basket di sempre. Non uno di quelli che sono famosi ma uno di quelli che ha davvero vissuto il campo e sa cosa fa la differenza.

All’ultimo fischio che indicava il “liberi tutti”, Jeffrey si avvicinò con ammirazione e chiese di poter parlare qualche minuto.
C’era soprattutto una cosa che gli interessava sapere: cosa conta davvero nella pallacanestro? Cosa fa la differenza sul parquet?
L’uomo osservo Jeffrey e senza troppe premesse disse “Vieni con me”.
Poi prese un pallone dalla sacca e si diresse in campo. Guardò l’obiettivo ed infilò il canestro al primo tentativo.
“Vedi cosa ho fatto? Visto questo tiro? Non lo sbagliare.”

(questa storia è raccontata, più o meno in questo modo, da Jeffrey Gitomer in “La Bibbia delle vendite”)

Non lo sbagliare
Ecco tutto.
Ciò che conta davvero nel basket è fare canestro. Come ciò che conta davvero nel calcio è fare goal. O nella pallavolo schiacciare in modo che gli altri non la prendano e batta in campo prima di uscire fuori.
In una parola è ciò che si potrebbe chiamare “i fondamentali”.

Esistono anche nella vita. Sono le cose essenziali senza le quali è impossibile fare bene, ed intorno alle quali si sviluppa tutta una serie di competenze, prassi, azioni, importanti ma non così tanto quanto i fondamentali.

Anche su LinkedIn è così. “Il fondamentale” può sembrare banale ma è l’unica cosa che conta, “parlare con le persone”.
Poi viene il profilo curato, creare contenuti che appassionino le persone, la ricerca avanzata, le skills e le conferme, tutto il resto.
Prima e più importante c’è sempre questo, il fondamentale, parlare con le persone.

> Quando qualcuno ti aggiunge alla sua rete dei contatti
Puoi buttare un altro numero nella collezione delle figurine o fermarti cinque minuti e parlarci davvero. Valutare se c’è davvero qualcosa in comune (di solito si trova) e cercare di parlarci ancora meglio, su skype, al telefono, davanti a un caffè.

> Quando vuoi aggiungere qualcuno alla tua rete dei contatti
Fai capire subito cosa ti aspetti e cosa può aspettarsi da te. Metti subito in luce un aspetto sul quale sarebbe bello parlare. Si, si tratta ancora una volta di questo.

> Quando commenti un post o un articolo
In questo caso la discussione è già avviata, si tratta di continuare nel modo giusto e farla evolvere in qualcosa di più prezioso. Solitamente, anche qui, hai la possibilità di approfondire in privato. Ancora al telefono o ancora con un caffè in un bar del centro.

> Quando qualcuno commenta un tuo post o un articolo
Quel “qualcuno” si è preso la briga di starti a sentire e lasciarti un feedback, bello o brutto che possa sembrare. Ti ha appena concesso ciò che di più prezioso abbiamo, il tempo. Ripagalo con altrettanta attenzione. Inizia una conversazione.

Ogni volta hai l’occasione di cimentarti in ciò che conta, puoi scegliere di fare la differenza.
Parlare è ascoltare la storia delle persone, la possibilità di raccontare la tua, buttare giù l’incipit per una nuova e forse comune.
Parlare è sottovalutato, meno sexy di “fare engagement” e meno appariscente di +44776 follower…ma è l’unica cosa che conta davvero.

In media (mi tengo molto basso), se sei attivo sulla piattaforma, potrebbe capitarti due o tre volte al giorno.

“Non lo sottovalutare. Non lo sbagliare”. Il resto è nulla. Il resto è fuffa. Il resto è il balletto di Zaza sul dischetto del rigore prima di spedire in curva il pallone più importante della sua vita.

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