Non succede solo da Mc Donald

By Davide Cardile

Mar 06

Ricordi il tormentone “Succede solo da Mc Donald”? Ecco non succede più ed è un problema. Ci sono invece alcune cose che succedono anche alla tua impresa e che se non fai attenzione la manderanno a rotoli.

C’era una volta Mc Donald

Quando penso a Mc Donald mi viene in mente quella canzonetta con la quale ce lo avevano presentato in Italia. Prova a ricordarti la musichetta e canticchia ” Succede solo da Mc Donald!”. Poi sempre con un preciso canovaccio musicale chiudeva I’m loving it.

Sino a qualche tempo fa Mc Donald era l’emblema della comunicazione, del brand positioning, dell’essere unico e differente.

“I’m loving it” stava a significare proprio che il consumatore amava proprio l’offerta specifica. Gustosa non salutare.

Io amavo il Big Tasty, un accozzaglia proteica che mia madre mi pregava di non mangiare. Come me, milioni di persone amavano ingozzarsi di gusto, lasciando la coscienza in un angolo.

Non lo dico io ma il fatto che Mc Donald fosse cibo spazzatura ma gustoso è stato davvero il motivo per cui ha avuto tanto successo.

Volendo essere maliziosi, se pensiamo proprio allo slogan ” I’m loving it” ( che poi era il singolo di Justin Timberlake che faceva da colonna sonora) l’anagramma è ailing vomit e cioè “vomito sofferente” oppure “vomito faticoso”. Qualcuno ha parlato di epic fail, altri di coincidenze ma fatto sta che tutto aveva un preciso significato e che davvero certe cose succedevano solo da Mc Donald.

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La vignetta, di Abe, ritrae, Ronald McDonald o se preferite Ronnie McDonnie e cioè quella sorta di clown che trovate in corrispondenza dei ristoranti McDonald, mentre è intento a vomitare, e la bimba gli chiede: “Lovin it now?” e cioè in pratica: e ora lo ami? Il tutto nasce dal pay off di McDonalds usato in molti paesi e cioè I’m lovin it che in pratica significa mi piace, lo sto amando. fonte iltuocruciverba.com

Da un paio di anni a questa parte invece qualcosa è cambiato. Mc Donald ha iniziato con le insalatone, con i menu vegetariani, con quelli regionali, con la colazione salutare. Ha iniziato con quello che si chiama estensione di linea e non è altro che confondere il consumatore e perdere la propria unicità.

Se prima poteva essere un modello da imitare, adesso invece è il perfetto esempio da non seguire. Guarda cosa ha combinato qualche giorno fa e dimmi se anche Tu e la tua impresa non state commettendo gli stessi errori.

Mc Donald vs Burger King ed il cartello indigesto

Nei giorni scorsi McDonald’s aveva lanciato una campagna pubblicitaria che prendeva di mira il suo diretto concorrente: Burger King. Il motivo risiedeva nel fatto che sulla strada provinciale verso Brioude, nell’Alta Loira, Burger King aveva installato un cartello con le indicazioni per il successivo fast food, che si trovava a 258 km. Un bel po’ di strada, soprattutto rispetto al McDonald’s, che dallo stesso punto ne distava solo 5.

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Senza farsi troppo attendere è arrivata la risposta della catena presa di mira: con un video sullo stesso stile, due automobilisti si fermano al Mc Donald’s ordinando solamente un caffè lungo per arrivare al prossimo Burger King.

“Buongiorno, cosa volete?” chiede la signora allo sportello del fast food? “Un caffè per favore” risponde l’uomo. “Corto o lungo?” specifica la donna “Lungo, abbiamo molta strada da fare”. E la strada, è quella per arrivare al Burger King.

“A più di 253 km più avanti avrete il vostro whopper”, si legge. “Grazie Mc Donald’s per essere presenti ovunque” conclude il filmato.

Non lamentarti se ti tradiscono

Cosa viene fuori dalla polemica Mc Donald vs Burger King? E cosa c’è da imparare?

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Inutile piangere quando accade. Pensaci prima e smettila di comunicare la tua impresa come qualcosa di sostituibile, usa e getta.

Puntare la propria comunicazione su aspetti come prezzo e comodità o mancanza di alternative può funzionare sul momento ma avere effetti catastrofici nel medio e lungo periodo, un tempo che non è mai così lontano.

In sostanza il messaggio è che il concorrente ( Burger King) non è da prendere in considerazione perché troppo distante. E se aprisse 1000 punti e si posizionasse proprio con la stessa presenza di Mc Donald, allora? Che accadrebbe?

Sto esasperando il concetto ma la battaglia dei km ( probabilmente solo un gioco) ricorda da vicino il comportamento di tante imprese e piccoli professionisti.

  • Che si sentono forti del prezzo più basso
  • Della mancanza di alternative locali
  • Di dinamiche particolari ( amicizie, simpatie del momento)
  • Che fanno passare la bontà del proprio prodotto come l’ultimo dei motivi per essere scelti

Poi parliamo di crisi ma la crisi è finita

Ma davvero questa crisi non finisce mai? La mia impressione è che a furia di crederci le cose peggiorano sempre di più. Se pensiamo a 3/4 anni fa, quando tutti ci lamentavamo e ci strappavamo i capelli, si stava meglio.

A questo punto non rimangono tante soluzioni: o trovi il modo di combattere o quello di lasciarti morire. Io non mi lascio morire, spero anche Tu.

Non esiste più una crisi, ma un momento nuovo di mercato.

Lo scriveva Stefano Gangli nel 2012, 4 anni fa. Non è cambiato niente ma dobbiamo cambiare noi.

Il nuovo mercato presenta caratteri ben precisi che puoi contrastare sino a un certo punto ma che non puoi fare finta di non vedere.

  • Ci sono pochi soldi da spendere.
  • Tu hai sempre meno soldi da investire.
  • Ci sono più concorrenti, tanti più concorrenti.
  • La concorrenza è ovunque.

Il nuovo mercato si affronta differenziandosi, comunicando in maniera onesta e leale con i propri clienti, ragionando realmente su cosa e quanto vale il tuo prodotto. Altrimenti troverai sempre un concorrente che vende al prezzo più basso, che è più comodo o più vicino per il tuo cliente.

Succede guarda che succede!

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