Quanto tempo ci vuole per diventare straordinari? (e perché si tratta solo di tempo)

By Davide Cardile

Giu 27

In questi giorni ho riflettuto sul concetto di straordinario e su quello che può essere davvero il significato nel mondo del business, su quale sia insomma il legame tra l’essere straordinario e le vendite. 

Innanzitutto, prima di rispondere, c’è bisogno di pensare, guardarsi intorno e capire che straordinario non è tutto ciò che pensiamo che sia. Un’intuizione per pensare in modo diverso è quella di fermarci e riflettere su questa frase; la frase è di Mark Manson.

Se tutti siamo unici come ci dicono, straordinari, per definizione significa che non lo è nessuno.

Porca miseria, allora siamo normali!

In effetti nonostante tutta la roba motivazionale che ci viene spacciata in questo momento, tutto ciò che può pensare e per anni ci ha detto la mamma, Mark ha ragione: forse è il caso di ammettere che non siamo così speciali, non in quel senso, come credevamo.

Ciò che rende unico (e forse straordinario) sono allora le sfumature di normalità o forse, più probabile, ciò che ce ne facciamo, ciò che diciamo e facciamo, con la nostra normalità.
Guardandosi intorno si può facilmente capire che si tratta di questo, e si può capire che il concetto di straordinario, quello più inflazionato, è molto meno straordinario di quanto si pensa. In altre parole, usando la parola giusta oggi spacciamo l’eccentrico per straordinario.

Usando la solita curva gaussiana (Dio benedica chi ce l’ha regalata!) è facile notare che tutto ciò che appare straordinario, che si fa notare e del quale si parla, è posto proprio alle estremità.

Nel bene e nel male, il bellissimo e l’osceno, soprattutto l’osceno è ciò che ruba la scena e quel poco di (capacità di) attenzione che ci rimane. E qui veniamo all’altro tranello che ci è stato preparato per l’occasione: lo straordinario oggi viene sempre più visto come ciò che ruba attenzione, ciò che è popolare.

Essere straordinari nei social e nelle vendite

Una tendenza, un circolo vizioso, un cane che si morde ferocemente la coda. Gli esempi, i casi ed i fenomeni del mondo in cui viviamo vanno a condizionare i nostri comportamenti. Ci ritroviamo insomma modelli sbagliati, sia come persone da seguire, sia come percorsi.
Il grande problema dei social, di ogni forma di marketing legata a questi canali, è pensare che per vendere bisogna davvero essere straordinari e pensare che lo straordinario sia popolarità, cioè l’eccentrico, il fenomenalmente bello e brutto alle estremità della curva.

Ecco svelato il motivo di una continua corsa alla visibilità, ai numeri privi di significato, a modi ingegnosi e creativi per rubare la scena, anche se tutto ciò appare sempre così distante dalle vendite. Ed ecco anche perché oggi sia facile comprare marketing digitale (senza senso) quando in giro ci sono tanti esempi che sembrano accreditarlo; ed ecco perché ormai al marketing on line non ci crede quasi più nessuno.

Ceres almeno in Italia ha le sue parti di colpa!!!

Attenzione alla Mucca Viola

Che cosa è oggi straordinario? (Se parliamo di qualcosa che può avere relazione con le vendite)

In teoria c’è un libro che parla giusto di questo, La Mucca Viola di Seth Godin. Tuttavia, rileggendolo oggi ci sono alcuni punti che non convincono più, o meglio ci sono alcune strade difficilmente percorribili.

Uno dei grandi concetti del libro ad esempio è che oggi non si può pensare di fare un prodotto e renderlo straordinario con il marketing, e che dunque lo “straordinario” debba essere intrinseco nello stesso prodotto. In teoria è fantastico ma in pratica?

Aziende di medie dimensioni, diciamo con un fatturato sino a 20 milioni di euro, non hanno quasi mai nulla di così straordinario. Almeno per la realtà del nostro paese (e per la mia poca esperienza) continuano a fatturare grazie ad una buona rete commerciale, ottime amicizie/alleanze e come “dicono loro” grazie ad un servizio di qualità! (muoro)
Anche provando a mettersi intorno ad un tavolo non verrebbe quasi mai nulla di così straordinario e viola.

Certo ci sono casi in cui invece potrebbe uscire il coniglio dal cilindro, e forse oggi succede di tanto in tanto, ma per il resto delle volte non accadrebbe un bel nulla. Se pensiamo a freelance e professionisti è esattamente lo stesso, o forse peggio.

Insomma dopo l’invenzione dell’aspirina e del pane a fette sono davvero pochissimi ad inventare qualcosa di straordinario; come dicevamo prima dobbiamo ammettere che saremo anche unici per mamma e papà ma per il resto siamo abbastanza normali.

Che si fa in questo caso? Come possono persone normali fare/dire qualcosa di straordinario e sfruttare il fattore viola per vendere?

La verità (o almeno ciò che penso) a proposito dell’essere straordinari

Contrariamente a quanto dice Seth, la verità è che bisogna sforzarsi e lavorare come matti per renderci straordinari agli occhi del mondo e dei nostri clienti. E’ un percorso lungo, lungo e che richiede tempo. Molto tempo.

Certo si parte da un elemento differenziante ma poi, il problema, è riuscire a rendere contagiosa l’idea ed individuare le persone giuste, coloro che ne parlano e coloro che comprano. Ed in un periodo così caotico e con l’attenzione ai minimi termini non è esattamente la cosa più facile del mondo.

La verità è tutta qui: se vuoi essere straordinario perché così avrai la fila alla porta non può funzionare. Inutile sforzarsi di diventare straordinario nella notte o fantasticare su quando accadrà.

Le persone che fanno il triathlon sono quelle che amano sudare x ore al giorno e fare sacrifici non quelle che sognano di fare il triathlon perché è una cosa figa.

In più ci sono tutte le complicazioni vecchie e nuove di questo mondo. Riguarda ancora il tempo per raggiungere qualsiasi obiettivo e riguarda quasi sempre più gli altri che te.

La ricetta per la “straordinarietà”

Fare un video al giorno come Montemagno o fare un video con i libri sfocati dietro non ti salverà! Scrivere contenuti utili per diventare un esperto agli occhi dei tuoi clienti non funzionerà. Non funzioneranno un sacco di cose e questo non per essere pessimista ma per il semplice fatto che non c’è una strada sola e sicura da percorrere ma bisogna sempre trovare la propria.

Se devo dire qualcosa di davvero straordinario, qualcosa per la quale vale la pena lottare con le unghie e con i denti, dico il rapporto con le persone.

Siamo poco straordinari, siamo straordinariamente normali e l’unica cosa straordinaria è la percezione che qualcuno può avere di te, come lo fa sentire stare e parlare con te, come vi sentite quando state insieme.

Cosa pensa di te il cliente (o una persona che ti vede/legge o ti passa vicino)

Domenica guardavamo alcune vecchie foto, di una decina di anni indietro, eravamo al mare, senza figli e spensierati. Il mio amico di sempre, anche lui immortalato nelle foto, mi ha confessato di aver avuto un improvviso attacco nostalgico; o forse solo paura del tempo che passa. Io no.

Mi ha chiesto perché. Ci ho pensato qualche minuto ed ho tagliato dicendo che era una cosa soggettiva. Il motivo penso sia il fatto che guardando quelle foto, paragonando velocemente gioie/dolori nei due spazi temporali, io mi sia sentito più felice oggi e lui invece più sereno ieri.
Probabilmente facendo lo stesso esperimento tra uno o due anni, o tra qualche giorno, potrebbe succedere lo stesso.

Che significa? Cosa voglio dire? Anche tutto ciò che siamo, che diciamo, che facciamo, assume valore in base a chi riceve il nostro messaggio, ai problemi che sta affrontando, alle proprie esperienze, alla propria personalità.

Un modo davvero intelligente (ma richiede tempo!) è cercare le persone giuste, più che voler diventare la persona giusta per il mondo.

Se davvero c’è speranza di sfruttare il web per diventare straordinari e vendere, è meglio cambiare approccio. Non cercare di vendere, vendere la nostra immagine, la nostra straordinarietà ma comprare invece quella delle altre persone.

La storia che raccontiamo, in modo sincero e coraggioso, ammettendo vizi e debolezze, è la valuta con la quale acquistiamo il tempo, la fiducia e la percezione (straordinaria) del nostro interlocutore.

Insomma l’unica cosa straordinaria oggi…beh, forse si tratta semplicemente di essere veri.

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