Come sarà il 2018? Uno schifo. A meno che…

By Davide Cardile / gennaio 1, 2018

Per tantissimo tempo sono stato il ragazzo delle “grandi idee”. I miei insegnati dell’elementari, i professori alle medie ed al liceo, i docenti dell’università, tutti hanno sempre apprezzato le mie grandi idee. In famiglia poi, l’affetto, faceva si che qualsiasi cosa pensassi era salutata come geniale e rivoluzionaria.

Quando poi è arrivato il momento di fare mi sono però dovuto scontrare con la realtà. Le idee sono sopravvalutate, non c’è niente di geniale nello starsene fermo a pensare come cambiare il mondo. E soprattutto ha ragione Mike Tyson (non pensavo l’avrei mai detto):

Ognuno ha un piano finché non prende un pugno in faccia

Il problema dell’ avere un piano

Il problema dell’avere un piano, per intenderci, è lo stesso del fare i conti senza l’oste. In teoria è sempre tutto fattibile, straordinario, piacevole. In pratica…beh c’è che non lo sai mai sino a quando non lo metti in pratica.

L’altro grande problema dell’avere un piano, o se vuoi dell’avere idee o obiettivi, è che non conta nulla se non lo metti in pratica.
È una cosa banale, ne sono perfettamente cosciente, ma a quanto pare non sono l’unico che ci ha impiegato un sacco di tempo per capirlo.

Per esempio, leggevo qualche giorno fa, un consiglio rivolto a coloro che stanno pensando di avviare una startup ed iniziano a cercare finanziatori. Il consiglio era di smetterla, di non perdere tempo, perché nessuno vuole spendere soldi in idee.
Nel mondo delle startup va di moda la parola execution. Ciò che conta, non è insomma la capacità di avere idee ma la capacità di metterle in pratica.
Nella vita, nel lavoro, è uguale. Le idee contano sino ad un certo punto, tutti i piani vanno verificati, sul campo, prima di dirsi buoni o cattivi.

Il grande problema del Fare

D’altro canto abbiamo tutti un problema con il Fare. Il Fare riguarda il Futuro ma il Futuro è condizionato dal passato e dal presente.

Pensiamo ad esempio a questo preciso momento dell’anno: metteremo in pratica buoni propositi?
La risposta è “nella maggior parte dei casi no”. Delle persone che fanno una lista di buoni propositi (di cambiamenti) solo il 10% li mettono in pratica. Più del 50% delle persone, dopo pochi mesi, non ricordano nemmeno cosa si erano ripromessi di fare e cambiare.

Ed il motivo principale non è la mancanza di motivazione, di perseveranza. È che con lucidità, passata la sbornia da buoni propositi, ti rendi conto che tutte le tue idee sono influenzate da ciò che hai fatto sino a quel momento.

Vuoi aprire un’attività commerciale che pensi possa funzionare? In Banca valuteranno il passato per darti credito.
Vuoi sfruttare il digitale per parlare al mondo del modo rivoluzionario per dimagrire? Se sino ad oggi te ne se stato in disparte, se non hai già un seguito, non ti ascolterà nessuno.

Insomma, i prossimi giorni, mesi, del 2018 saranno un continuo fare i conti con il passato, altro che futuro!

La cosa più intelligente da fare

La soluzione è di una banalità incredibile: si tratta del presente.

È oggi che plasmerai ciò che un domani si chiamerà ieri, e che dopodomani ti permetterà di Fare.

C’è un proverbio cinese che in un certo senso ha cambiato tutta la mia vita:

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è ADESSO

Se oggi non lo pianterai…sarà domani. Sarà ogni qual volta deciderai di passare dalle idee all’azione. Dai progetti alla vita.

Penso che per moltissime persone il 2018 riguarderà questo: accorgersi che per Cambiare c’era qualcosa che andava fatto prima. È così. Inutile dire diversamente. Ma è inutile anche starsene a reclamare, a rimpiangere il passato, a vivere tra i rimorsi.Click To Tweet

Un sacco di cose che vorresti in questo 2018 andavano fatte prima. Era quello il momento migliore.
Ma il “secondo momento migliore” è OGGI
Buon Inizio!

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