Si può essere allergici ai social?

By Davide Cardile

Set 30

Il titolo è ambiguo, lo so.

I social, per come la vedo io, sono più che un social network, più che una piattaforma, ed oggi probabilmente è il mondo ad essere social. Tutto è social. Mi sta anche bene, mi piace.

Il punto però è che I social hanno introdotto un nuovo modo di pensare, anzi ci hanno proprio cambiato. Un social (network) è una piattaforma tecnologica che mette in contatto le persone.

In teoria, al di là dell’impatto commerciale per alcuni dei suoi utenti e dei miliardi per I proprietari, è semplicemente un luogo dove “socializzare”. Dove relazionarsi.

Più andiamo avanti però e più un aspetto sta diventando importante. Una domanda prevale sulle altre, su ogni cosa: come essere (meglio) social?

Siamo passati insomma dal chiederci “come trattare gli altri e farseli amici” a “come diventare il numero 1 su facebook, su linkedin, su instagram…”

Il problema dei social

Ieri ho fatto un salto in libreria, una di quelle vere, e sono uscito fuori con il mal di testa. Ad ogni angolo, su ogni scaffale c’erano almeno 4 o 5 libri che parlavno di social. E ne parlavano in modo autonomo. Cioè slegato dalla vita di ogni giorno, dalla vita.

Ed è questo il problema: parlare di social per il social ormai è così frequente che non ci facciamo più caso. Ed avanti così. Ogni giorno ci sono migliaia, milioni di parole che si sprecano sull’argomento, su ogni dettaglio.

Ci ritroviamo immersi una gigantesca enciclopedia virtuale sul virtuale.

Cosa sta succedendo?

È come se provassimo a spiegare la vita parlando delle funzioni vitali o delle attività principali.

Si nasce > la nascita

Si mangia > perché il corpo ha bisogno di sostentamento

Si beve > per lo stesso motivo

Si fa sesso > perchè un istinto e serve a riprodursi

Il cuore batte > ah ok batte

Si muore >…non abbiamo ancora capito il perché

Ed è come se ogni giorno ci interrogassimo, o ci dessimo reciprocamente lezioni e consigli, su uno o più di questi aspetti. Tutto il giorno. Tutti I giorni. Sino a quando abbiamo voce per farlo.

L’allergia al social (per il social)

Forse il mio è un caso di sovraesposizione ma sto iniziando a sviluppare un’intolleranza a questo parlare di social per il social. 

Personal branding, content marketing, social marketing, social selling… 

Sono tutti termini che ormai sono per me familiari, che ho studiato, che studio ancora ma dei quali non riesco più a parlare con facilità.

Ogni volta mi sembra di parlare con le persone e spiegare loro il perché mangiamo, beviamo, facciamo sesso.

Ed ogni volta mi sembra di parlarne sottovalutando, o addirittura escludendo, che oltre questo ci sono infinite azioni, sensazioni ed accadimenti che caratterizzano la vita.

Tipo trovare un amico. O trovare l’amore. O parlare dell’esperienza di avere un figlio solo in termini di prosecuzione della specie.

Social x social = 0

L’idea che sto sviluppando è quella che il social per il social non vale niente. Che qualsiasi tattica per vincere sui social faccia zero, anche se qualche euro sul momento sembrerebbe dire una cosa diversa.

Continuo a sperare.

E pensare che I social (network) siano un regalo della tecnologia al pari del telefono. E come il telefono abbiano avuto il potere di mettere in contatto le persone, anche a distanza.

Però il telefono si deve usare per questo. Per parlarsi. Perché stare ore ed ore a parlare del telefono è una cosa stupida.

O è una cosa che alla fine causa allergia. Come quella che sto iniziando a sviluppare a proposito dei social.

E temo di non essere il solo.

Note: alla fine mi sono comprato questo libro. Magari è una boiata. Ma aveva in copertina un cane, e tanto verde intorno. Ed a quanto ho visto non parla di social e racconta di cose molto più terrene, come l’inquietudine, I sogni e le paure delle persone normali. 

Il video è registrato dal mio migliore amico di 7 anni. La voce iniziale, "adesso" è la sua. Il libro in questione, che vedo non si vede è...Bodhisattva blues

n.b. Sono alla terza pagina...non garantisco nulla 🙂

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