Social che? In realtà sono peggio dei matrimoni

By Davide Cardile

Ott 12

Odio i matrimoni, persino quelli delle persone a me care. Entro in ansia già dall’annunciazione, prim’ancora che mi venga recapitato l’invito.

Di fronte a me ho due persone che fingono di essere felici, di essere in procinto di fare qualcosa che cambierà per sempre la propria vita, di toccare il punto più alto.

“Sei contento?”
“Si, no, non cambia. Quanto lo sono oggi e lo ero ieri. ”

Sarà che io non mi sono sposato ma non ho ancora visto questa trasformazione della quale tutti parlano.
Ma non è questo il punto. Non importa cosa pensi io, cosa devi fare tu.

L’orticaria mi viene dal dover prendere parte alla festa, ed essere a quella cazzo di festa.
Ogni volta mi viene raccomandato di essere puntuale, non fare tardi come sempre, tagliarmi I capelli, non spuntare con quella barba. Mettiti un bel vestito. O compralo.
Ah occhio alle scarpe.
Ed indossa una cosa…no anzi per quello ci pensiamo noi.
E poi ti trovi impuntato qualcosa che pare ci stia bene o debba stare proprio lì.
È uno stress senza pari. E la cosa assurda è che si tratta di una festa.

Chiedimi ancora se sono felice?
No, non lo sono.

Ti ritrovi in una sala con centinaia di persone, alcune magari le conosci anche e bene, ma non le riconosci mai. In qualunque altro contesto saremmo tutti ridicoli ma lì è giusto. Ed infatti se provi ad uscire “vestito da matrimonio” per andare al parco ti ridono dietro.

E quando sali in macchina, tu e la tua bella famiglia, tutti impettiti e gellati, c’è tutto il quartiere che guarda.
Un bambino ti guarda dal balcone di fronte e fa una faccia strana. Il padre o la madre legge e risponde: Tranquillo stanno andando ad un matrimonio. Toccherà anche a te.

Ed in sala ci si saluta con grandi sorrisi anche se tutti ne hanno piene le palle. C’è un tizio che ha perso il lavoro il giorno prima ed è vestito a festa, ha anche il sorriso delle grandi occasioni.
Come va? Benissimo.

non è giusto parlare di problemi, è una festa per diamine.
C’è un altro che pare sia venuto direttamente dal divano dove si era addormentato. Ha gli occhi palesemente chiusi ma appena lo guardi ride. E ti fa quel broncio di approvazione.
Ci si fanno cenni di approvazione e gioia sinché non finisce. “Che bello!!”
E poi ci sono mille problemi prima ancora di arrivare al gran giorno. Tipo feste, addii, riti, consuetudini, regali.

Un altro aspetto è che giorni come questi sembra debbano seguire un particolare copione e che tutto ciò che è scompare.
Come l’amicizia, la rassicurante sensazione di essere a proprio agio alla quale sei abituato.
Anche se è il matrimonio del tuo migliore amico.

Non è per lui, non è per lei, è per gli altri.

È l’impressione generale, le aspettative di quelli che si stanno piegando all’esigenza, al tacito patto di fingere todobien.
Non è per lui. Il regalo però bisogna farlo, anche se non hai una lira ed in frigo c’hai giusto due limoni.
Una volta ho dovuto chiedere soldi per fare un regalo. Li ho chiesti ad uno dei partecipanti, allo sposo.
Non è per lui, è per gli altri.

Che poi se ci pensi è ancora più ridicolo.
Tutti gli altri vorrebbero solo slacciarsi la giacca, o il corpetto, e respirare.
Ma quando si è in molti, ed in certi casi, è troppo difficile un patto di sincerità e trasparenza.
O forse ci sarebbero voti contrari. Magari anche uno ed in questo caso va tutto per aria.
Ci sarebbero 99 disertori, non uno fuori dal coro.
Quello contrario sarebbe maggioranza, non numerica, ma di opinione. Del si fa così, si è sempre fatto così, è giusto.

Che poi è quello che succede sui social.

C’è il tizio cotto sul divano che appena è on line dice “yeah”

Come mi faceva osservare un altro tizio invece, ci sono un sacco di persone che fatturano 10k lordi all’anno o anche meno ed insegnano a vendere di più.

Quelli che insegnano a comunicare, che hanno 100k fan e magari fuori, in realtà, non c’hanno uno straccio di amico.
Quelli che impartiscono lezioni di felicità e non scopano da anni.

In generale, sono tutti a dire aiuto questi in questo ma hanno bisogno di aiuto (tutti abbiamo bisogno di aiuto) ma non possono dirlo. Perché è giusto così!?

A proposito di social e di matrimoni mi viene in mente ancora una scena.

Una decina di anni fa, in una fase nella quale volevo conquistare il mondo, mi sono ritrovato a vendere porta a porta servizi telefonici e l’immancabile Sky.
Dicevano si facevano I soldi veri. (altro teatrino) C’erano ragazzi di 20 anni con macchine da favola. Si ballava tutte le mattina. Ma questa è un’altra storia…scusa.

Ad ogni modo in un quartiere popolare di Catania, un giorno suono alla porta, anzi busso perché il campanello non c’era e mi apre una signora di cinquant’anni più vecchia.
Avrà avuto una quarantina d’anni ma pareva ne avesse molti, molti di più.
Mi ride con quasi tutti I denti e mi fa entrare. Mi fa accomodare in salotto per parlare.

Poi prima che uscissi le mie favolose brochure mi chiede: “le piace?”
Ed indica un tappeto, un arazzo, che prendeva tutta la parete. C’erano alberi da foresta, una cascata e qualche uccello esotico.
“Sa, mi spiace doverlo togliere. Ci sono affezionata”

Annuisco come mi hanno insegnato. Lei continua come se le avvessi fatto una domanda.
“Quello lo abbiamo fatto quando si è sposata mia figlia ma adesso per la piccola dobbiamo farne un altro.
Però abbiamo trovato una composizione tutta floreale, c’è un lago con quei fiori che galleggiano… Bellissimo. Lo vuole vedere?”

Mi viene in mente a proposito di matrimoni e soprattutto di social.

Come la signora che non riesco più a dimenticare, anche noi abbiamo la fissa degli  sfondi, della copertina.
La cover di facebook, di linkedin, di quell’altro social.

E non solo la mettiamo alle nostre spalle ma ci crediamo tanto da farla diventare quasi reale. Come i matrimoni.

Dove non si può dire che ti stai rompendo le palle, che hai problemi, che non hai una lira per fare il regalo e per comprarti un vestito nuovo.

Ed anche se sei il tizio straboccato sul divano, con gli occhi chiusi, o con le lacrime, quando ti guardano devi fare il broncio di approvazione. E dire Yeah.

Oh Yeah 🙂

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