Il tempo sarà anche galantuomo ma ha un carattere di m.

By Davide Cardile / gennaio 24, 2018

Ci sono due casi in cui si ama ripetere “il tempo è galantuomo”. Quando ce l’hai fatta e ti vedi ripagato ogni sforzo. Quando più ti impegni e più fai un buco, quando insomma il successo o qualunque cosa tu voglia raggiungere sembra si allontani. Nel secondo caso è possibile che, più che dirlo, te lo sentirai ripetere.

Fa un sacco di differenza ma in entrambi i casi è un’affermazione vera, forse l’ultima delle cose in cui credere da quando ci hanno detto che “no, Babbo Natale non esiste!”

Il problema però, in entrambi i casi, specie nel secondo, è che la frase è vera ma incompleta. La frase dovrebbe essere più chiara, esplicita ed onesta. Dovrebbe dire qualcosa come:

“Il tempo alla lunga è galantuomo…ma sino ad allora è un fottuto bastardo. A volte lunatico, quasi schizofrenico”.

Pressione

E ti mette una pressione incredibile. Una maratona che sembra non finisca mai. Tu corri, corri. Sei sfinito, vorresti mollare, hai le braccia che vanno da sole, le gambe che non ti ascoltano più, sudi come il peggiore Benny Hill del mondo.

Fa male. Fa schifo. È uno schifo.
Ma è così. Non ci sono due modi per fare il lavoro, non ci sono due modi per avere successo, qualunque cosa tu intenda, qualunque cosa contenga il tuo cassetto.

Avanti. Si va avanti. Si deve andare avanti.
C’è pressione. Lo so. Fa male.

Non è facile come dice chi vende consigli in promozione speciale con 3 guide incluse ed un bonus membership al gruppo facebook delle meraviglie. (Si, deve essere letto tuttodunfiato)

Ma è l’unico modo in cui un giorno il tempo ti paga. Sveste i panni da mascalzone e si trasforma in un affabile amico, in galantuomo. Il tempo è così. Meglio saperlo.

(dunque) Bisogna soffrire?

Non proprio, non credo, spero di no. Che vita sarebbe?
Ci sono due o tre cose per non soffrire da matti.

1) Amare la sofferenza
Non parliamo di torturatori che ti infliggono ogni male. Parliamo in fondo di “piccole cose” tipo cercare un lavoro, cercare quello giusto, fare qualche salto olimpionico talvolta per pagare le bollette. O per raggiungere qualcosa di più.

Amare la sofferenza, meglio dire la fatica e la pressione, è il più grande trucco che esiste.

2) Sapere che la prova consiste in questo
Qualche giorno fa ero alle prese con il completamento del mio libro. Le parole non si incastravano come volevo. Più leggevo e più mi sembrava tutto assurdo e complicato. Ho chiamato il mio amico e mentore Sebastiano. (Zanolli)

“Seba fa schifo…”
“È la pressione che ti rende credibile, non tanto ciò che fai” mi sembra mi abbia detto, o così ho capito.

Ed è vero. Facciamo più o meno tutti la stessa corsa ma a vincere è chi gestisce la pressione, e riesce a farlo non solo avendo un risultato ma soprattutto non riducendosi ad essere un tizio misero ed infelice.

3) Perché?
Che poi, continuando il discorso, si torna sempre alla grande domanda: “Perché lo fai?”
Vai avanti e riuscirai a vedere che il tempo è galantuomo solo se hai un grande “Perché”, uno scopo, qualcosa di davvero significativo.

Quale? Non lo so. Ognuno ha il suo.
È una scintilla, una fiammella nell’anima che o c’è o non c’è. Solitamente c’è.

Se c’è il tempo se ne accorge, sarà galantuomo e vi vorrete un sacco di bene.

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