Un altro round quando pensi di non farcela. Ed ogni giorno…

By Davide Cardile / ottobre 19, 2017

“Be’, ecco, a dire la verità, sai certe volte un po’ di paura ce l’ho è vero; quando sono sul ring e le prendo, e le braccia mi fanno tanto male che non riesco più ad alzarle. Sì allora penso: “Dio quanto vorrei che mi beccasse sul mento così non sentirei più niente!”

note: Oggi è una giornata strana. Non mi andava di scrivere niente in particolare. Si ho tante storie scritte che ho tenuto per me, avrei potuto sceglierne una…ma non mi sembrava giusto. Così ho deciso di riportare qui una di quelle alle quali sono più legato, e che andava bene per questo genere di situazioni. Per tante situazioni. Per la vita di ogni giorno. *Potresti averlo già letto su LinkedIn Pulse.

La voglia di farsi beccare sul mento

Anche se la maggior parte di noi non sono mai salite su un ring e di certo non lo avrebbero fatto per sfidare Drago, sappiamo bene di cosa sta parlando.

Ogni giorno anche noi lottiamo. Per fare andare le cose nel verso giusto, per riparare ciò che si è rotto, per la famiglia, per un ideale, per il nostro lavoro. Per pagare le bollette, per pagare la scuola dei figli, per avere l’attenzione necessaria su questo nuovo mondo digitale.

Ogni tanto, spesso, capita però qualcosa che ci finisce. Ci colpisce talmente forte da pensare che sia tutto vano. In questi momenti chi non ha pensato almeno una volta che non ne valga la pena? Che vada tutto in malora!

Chi non ha pensato insomma “speriamo che mi becchi sul mento”?

Un altro round nel web e sui social

Ma c’è un altro posto dove si va avanti round dopo round e si prendono tante botte; si tratta del web, dei social. Non sto dicendo che l’internet sia rotto e cattivo, mi riferisco al fatto che promuoversi, raccontarsi, farsi conoscere e riconoscere è un cammino difficile.

La maggior parte degli attori coinvolti, di chi sale sul ring non è preparato, non potrebbe essere altrimenti.

Non si tratta di nerd, storyteller, scrittori, persone che fanno il mio lavoro. Si tratta di professionisti dei settori più disparati: l’avvocato, il commercialista, il consulente, il formatore, lo psicologo, chiunque abbia a che fare con il mondo del business e non abbia un GARANTITO.

Chiunque debba trovare clienti ed abbia compreso che lo spam è finito, che la pubblicità non la guarda più nessuno, o quasi.

Content marketing, personal branding, social media, sembrano parole meravigliose. Pare ti stiano prospettando un mondo tutto nuovo e più bello, più facile, e più ricco di quello al quale eri abituato.

Forse è davvero così ma non è affatto facile; c’è da salire sul ring, c’è da prendere pugni e da fare sempre un altro round quando pensi che sia meglio darti per morto.

Non ho altri modi per spiegarti di cosa sto parlando, lo capisci solo se ci hai provato, se ci stai provando.

Sto parlando di quel paese chiamato “Fanculonia” dal quale tutti partiamo e nel quale alcuni sembrano non riuscire ad uscirne. Il paese dell’invisibilità, della mancanza di attenzione.

Scrivi l’articolo più bello del mondo, fai una super puntata del podcast, giri un video spettacolare, fai la qualsiasi e non succede niente. Poi ti giri e vedi un sacco di idiozie e banalità che riscuotono successo o così sembrerebbe.

E tu niente. Non un like, non una visualizzazione, non un feedback che ti dia morale.

Qui è dove la maggior parte si arrendono. Incolpano il web, dichiarano l’inutilità dei social, se la prendono con la sfortuna. Invocano la meritocrazia e gettano la spugna.

Come e dove trovare la forza di fare un altro round?

#1 pensare che si tratti di round

E’ bello il concetto di round e di un altro round. Ci porta a pensare in maniera progressiva, nel modo giusto quella che in fondo è una maratona non una gara di velocità.

Un round lo puoi perdere ma non hai ancora perso. Puoi ancora vincere.

#2 Sapere perché lo stai facendo

La forza di un altro round, di andare avanti, di superare le sfide, dipende da noi ma meno di come si crede. Abbiamo bisogno di qualcosa di più grande e che spesso viene dall’esterno.

Per cosa facciamo tutta questa fatica? Per chi accettiamo tutti questi pugni?

Il “perché” ci porta avanti, ci tiene in piedi.

#3 Accettare i propri limiti

Un altro aspetto eccezionale di questa scena, di quella di Rocky e della nostra, è la sua umanità. Basta professarsi invincibili, basta lezioni su come mangiare il mondo in un solo boccone. I nostri limiti sono la nostra forza.

Ed un’altra cosa che ci rende forti è proprio il fatto di sapere di non essere invincibili ed onnipotenti.

Ieri il mio amico M. mi ha detto “Non so se ti è capitato ma ogni tanto io mi chiedo cosa sto facendo e se ne valga la pena?”

“Si mi è capitato, mi capita continuamente” ho risposto.

#4 C’è sempre bisogno degli altri

La verità è che per andare avanti, adesso che sappiamo di essere umani, non hai solo bisogno di Te ma anche di chi sta intorno. Gli amici, i colleghi, la famiglia ma anche qualcuno un pizzico più distante.

Chi esprime un like o commenta un tuo post e non si rende conto di quanto sia importante. Una pacca sulle spalle, anche se virtuale e lontanissima. Ma vicina, forte. Potente.

Come in ogni film di Rocky c’è insomma sempre bisogna di qualcuno che ti dia forza, che ti ricordi che sei forte, perché lo stai facendo e che ce la puoi fare.

La verità è che insieme è più facile fare un altro round. Anche quando avresti solo voglia che ti beccasse sul mento.

Perché fare un altro round quando pensi di non farcela, è una cosa che può cambiare tutta la tua vita. Capisci quello che voglio dire?


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