Qual è la cosa migliore che potrebbe succedere oggi?

Farsi domande è il modo migliore per rovinarsi la vita, fermarsi e arrivare sempre più tardi degli altri. Ma farsi domande è anche la cosa più coraggiosa in assoluto e l’unica strada per trovare significato nelle nostre vite e nel nostro lavoro.

La mia domanda preferita, e anche quella che temo di più, è: “Qual è la cosa migliore che potrebbe succedere oggi?”

Trovare senso e significato

Anche se è passato un sacco di tempo e tanto è cambiato, aveva ragione Maslow: abbiamo bisogno di senso e significato.

C’è un momento in cui non è un problema. È quando la priorità è reperire cibo e vestiti. C’è il sesso, certo. Ci sono tante cose materiali da comprare per sentirsi più sereni e meno annoiati.
Ma, alla fine, si tratta di dover dare senso e significato alle nostre vite. O almeno provarci.

Non è infatti questione di trovare lo scopo più nobile in assoluto o trovare quello che davvero collima con i tuoi valori. Si tratta di avere “il senso dello scopo”.
Non è questione di quante cose felici, in linea con il tuo scopo, si verifichino. Si tratta delle potenzialità che accadono.
Per una volta, le potenzialità sono tutto quel che serve.

Cose grandiose che potrebbero capitare

Non si tratta neanche di eventi che stravolgono tutto. Si tratta di eventi che, in un determinato momento, possono elettrizzare le nostre esistenze.
• Lavorare a un nuovo progetto
• Lavorare a un progetto importante
• Ricevere un premio
• Ricevere una lettera che ti avvisa che il tuo libro verrà pubblicato
• Entrare nella top ten dei libri più letti dell’anno
• Ricevere un messaggio di uno sconosciuto che ti ringrazia per quello che hai scritto
• Lavorare con una persona fantastica o un personaggio famoso
• Ricevere un’offerta di lavoro entusiasmante
• …

Si tratta di “eventualità verosimili” che ti spingono ad alzarti dal letto e a metterti in piedi anziché trascinarti.
Farsi questo genere di domande non ti rende felice.

L’antidoto è non pensarci. O raccontarsi storie.
Spendere soldi e tempo per rimanere impegnati. E non pensare.
E se invece ci pensi? Che succede, se ci pensi?
Quando la risposta è “niente”, come fare per cambiare le cose
Quando la risposta è niente, significa che è tempo di cambiare. O andare su Netflix e rincoglionirsi con l’ennesima serie, fingendo di vivere la vita di questo o quel protagonista.

Per chi intende cambiare, c’è bisogno di partire da lontano.
Innanzitutto, comprendere cosa ci entusiasma, quali sono “le grandi cose” che, se accadessero, o nell’eventualità che accadano, darebbero significato alle nostre vite.
Leo Babauta propone queste sei domande, partendo da ciò che in passato, o idealmente, ha funzionato.

  1. Chi, tra coloro che hai aiutato nella tua attività, ha poi dato più significato al tuo lavoro?
  2. Chi ha problemi che parlano direttamente al tuo cuore, che ti spingono a voler essere d’aiuto?
  3. Cosa hai fatto nella tua vita che ti è sembrato più significativo? (Non deve essere necessariamente in ambito lavorativo)
  4. Quali sono i libri, i video, i corsi… che ti hanno davvero illuminato?
  5. Quando hai lavorato con persone che hanno saputo illuminarti?
  6. Chi ti ha ispirato di più? Chi hai ispirato di più?

Non si tratta della soluzione definitiva ma è un ottimo inizio per fare chiarezza.
Il secondo passaggio potrebbe essere un’analisi di quante probabilità ci siano che un dato evento si verifichi. Senza ricorrere necessariamente alla statistica, si tratta di provare a essere onesti con noi stessi.
Possiamo, ad esempio, limitarci a dare un peso a ciascun evento, assegnando un valore di “poco probabile”, “probabile”, “molto probabile”, “impossibile”.

Immaginiamo che il mio “grande momento” sia ricevere un feedback positivo da una casa editrice di rilevanza assoluta.
Quanto è probabile questo evento?
Nel mio caso, la risposta è… impossibile.
Non ho scritto alcun libro e non ho presentato nessuna bozza a nessun editore.
È un concetto banale ma è qui che possiamo provare a dare la svolta. Il punto, come detto, non è che un evento si verifichi ma che sia probabile o anche possibile che si verifichi.
Se il mio sogno fosse davvero quello, allora dovrei innanzitutto mettermi a scrivere “quel libro”.
E se iniziassi oggi, cosa accadrebbe?
Avrei, subito, una “grande cosa” che mi potrebbe capitare.
La lista si riempirebbe immediatamente.

  • Trovare una buona idea.
  • Riuscire a scrivere almeno un capitolo.
  • Intervistare qualcuno per il mio libro.
  • Fare leggere a qualcuno un estratto e ricevere un ottimo consiglio o un buon feedback.
  • Iniziare a progettare la copertina.

La lista funzionerebbe per parecchi giorni, sino a quando, spedita la mia bozza, potrei ricevere un feedback positivo dalla casa editrice nella quale speravo. E, anche verificatosi questo evento, avrei grandi motivi nei giorni seguenti:

  • La prima recensione
  • Il primo dato sulle vendite
  • Un’intervista su una colonna nazionale
  • L’invito ad un evento

E, poi, potrei continuare con:

  • Un corso sull’oggetto del libro
  • Avviare un’attività sul libro
  • Lavorare a un secondo libro

Ognuno scriva il libro che intende pubblicare

Chiaramente, non si tratta di libri o necessariamente di libri. Si tratta, però, sempre della nostra storia. Si tratta di:

  • creare scenari felici
  • impegnarsi perché si verifichino o anche solo lavorarci per trovare senso

In un momento storico in cui tante persone sono alle prese con una nuova carriera, cercare una nuova strada e reinventarsi, penso bisogna partire da qui. Dal chiedersi: “Qual è la cosa migliore che potrebbe succedere oggi?”
E cambiare, se la risposta riguarda un bonifico in entrata o l’ennesima serie tv da guardare sul divano.

“Trovo che la cosa più grande in questo mondo non sia tanto dove ci troviamo quanto in quale direzione ci stiamo muovendo.” Oliver Wendell Holmes

Connect

35 anni, due figli, due cani. Scrivo di comunicazione, di parole, di idee, di relazioni. Di tutto ciò che serve o sul quale è utile ragionare per tirarsi fuori dalla competizione e trovare significato.